5 Segnali Inconfondibili per capire se – e che – siete veramente in Grecia.

Ci sono 5 Segnali Inconfondibili che vi rivelano, con immediatezza, che siete veramente in Grecia - alias nella Terra degli Dei.

In pratica... immaginate che vi incappuccino; che vi piazzino su un aereo; che vi facciano sbarcare sempre incappucciati e che vi smollazzino lì, in balia di voi stessi, senza togliervi ancora una volta il cappuccio. Ecco, a questo punto, che dovete capire  dove siete prescindendo dalla lingua che percepite attorno a voi. E' infatti agosto e si mischiano una babilonia di languages: italiano, "crucco", inglese e qualcosina - minima - di greco... Come capire allora che siete veramente in Grecia?

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Semplicissimo, ecco i 5 Segni Rivelatori che vi Confermano  con assoluta Certezza che siete in Grecia:

1- Siga Siga : è la prima parola che sentite in Grecia. Come si suol dire "un bel Siga Siga" non si nega a nessuno". Ma cosa significa? Significa "Piano Piano" ed è il mantra; la chiave di volta; il segno incomparabilmente identificativo dell'essenza ellenica. Per il Greco una certezza granitica; una filosofia di vita; un concetto irrinunciabile. Un esempio? Vai da Minas del Rent A Car e costui ti insegna come guidare la sua macchina  in questo modo: " you turn the key; the engine on and then Siga Siga to drive". Vai a ordinare il caffè, il tipo ci mette un secolo a portartelo, tu o solleciti da Imbruttito e lui ti dice "Siga Siga" intendendo: "ma che cacchio di fretta hai che sei in vacanza, hai un panorama stupendo e devi fare passare la giornata". "Certo..." pensate voi che gli leggete  nel pensiero ..." la nostra vacanza la passiamo in un kafenion ad aspettare la tua brodaglia" (l'italiota, infatti, è certo che il caffé migliore sia unicamente made in Italy).

2- Malaka: Malaka, Malakia... parola che il nostro "google italiano" forse non riconosce e quindi non censura. Ciononostante è una parolaccia ed è l'equivalente del nostro ca**o o co***one. Non è per essere gratuitamente volgari che la cito; ma per il fatto che è un must have dell'interloquire hellenic style. In spiaggia mentre i due discendenti di Zeus giocano a racchettoni; nella taverna tra i due veci che giocano a carte; in simil soliloquio da parte di chi ha appena messo giù i telefonino e smadonna contro chi lo ha disturbato alle tre del pomeriggio: orario sacro per il Greco che si concede in questa fascia oraria una meritata siesta.

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4- Fix: è un po' il "coltellino svizzero" dell'interloquire Greco; ovvero del suo modo di spiegare un po' tutto nel momento in cui si interfaccia con uno straniero. Un amico (greco ovvio) lo usa per intendere: "fix the car" (e ci può stare); "fix the salad" (intendendo aggiungendo sale e olio all'insalata - e qui ho qualche dubbio sula correttezza); "fix the night" (per dire cosa organizzare per la serata - e anche qui nutro seri dubbi sulla correttezza in termini di Certificate of Proficiency in English.)

3- Manolis: allora, incappucciati o no, caso o scienza... ultimamente mi capita di conoscere solo Manolis. Avete in mente Il Mio Grasso Grosso Matrimonio Greco? Lì, mi sembra, si chiamassero tutti Nico. Anche io, nei primi anni di frequentazioni scarpantine, avevo conosciuto solo Nico. Poi vennero i Jorgo, Yorgos, Giorgios... ed ora i Manolis. Oh... ogni volta che conosco una persona nuova si chiama Manolis. Inizio a capire il perché dei soprannomi; una questione di sopravvivenza sociale. Per stringere il cerchio: se su 10 persone, 7 hanno lo stesso nome siete probabilmente a Paros. E' matematica ragazzi... e la matematica è una scienza.

5-  Pranzo alle ore 15.00: e qui l'ultimo segnale. Se sentite persone che si invitano reciprocamente a pranzo alle 15.00 allora è fatta! Avete la conferma; siete in Grecia; non c'è storia. Un bel pranzetto alle 15.00 a base di spaghetti all'aragosta; insalata greca; tzatziki e chi più ne ha più ne metta mi è capitato ben più di una volta. Un problema per il mio stomaco super abitudinario abituato a pranzare alle 13.00; una necessità per intrattenere relazioni sociali con gli amici greci.

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Ora... to sum up, se sentite dire "Malaka qua; malaka là" seguito da "don't worry I fix the salad for you", poi da un "Ciao Manolis how are you? And your cousin Manolis is well?"; e da un invito a pranzo alle 15.00 per concludere con un "Siga Siga" perentorio finale allora, incappucciati o meno, sappiate che siete incontestabilmente in Grecia!

Ps: Vi chiedere chi è il tipo delle Foto. IL GENIO... Mr. Panos... cliccate qui.

4 Risposta

  1. che ridere.... a me son capitati nell'ordine: Nico - Yorgo e Dimitri :D Che nostalgia....
  2. Ma Malaka è solo un intercalare o può essere usato in modo offensivo diretto? Non vorrei usarlo a sproposito!!! Grazie e complimenti! Maurizìo
    • Diciamo che lo puoi utilizzare come vocativo molto informale e familiare (es. salutare un amico, chiamare un familiare...). Non lo userei per chiamare il cameriere in un ristorante in cui vai per la prima volta:-D.

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