il VILLAGGIO da NON visitare a Tinos: scoprite perché

Tinos: la Grecia che ancora (r)esiste!

Decidiamo di andare a nord. Noi siamo a Kionia e quindi facciamo la strada verso Agios Romanos ma, dopo un po' che siamo partiti, ci accorgiamo che ci serve del pane per fare dei panini...

Io però, tra l'imperativo ed il dittatoriale, dico a mio marito che non ci penso neanche a perdere tempo per andare a Tinos Town. "Sei fuori che torniamo fino a là... lungo la strada ci sarà un panettiere!"

Andiamo quindi avanti con uno stop a Isternia. Dato che non l'avevamo ancora vista ci fermiamo per visitarla e ci diciamo: "Ci sarà un panettiere in cui prendere qualche cosa, facciamo qui la mini spesa".

E invece no, del panettiere manco l'ombra. Niente negozi, niente alimentari, niente pranzo? Che stress... Solo due vecchietti che fanno colazione a casa: vista mare, ore 11.00, belli tranquilli.

"Bella la vita nonno" penso io chiedendo " bakery... there is a bakery here?" Ovviamente i vecchini non capiscono l'inglese ma tra un gesto, una ripetizione e una simulazione di preparazione del panino capiscono e uno mi risponde "no negozi, no pane".

Isternia, quindi, capisco che fa schifo... non è che basta il panorama da urlo per fare bello un villaggio. Ci vogliono anche comfort e negozi no?

Ma non finisce qui... a rendermi ancora più inviso il villaggio ecco che uno dei due vecchietti si alza. E io penso "ma dove va sto qui? Mi tocca aspettarlo per tre ore?"

Invece arriva dopo pochi minuti con una cosa come un chilo di pagnotta che aveva in casa e me lo piazza in mano.

Io penso: "e cosa devo fare? Lo vuole mangiare per colazione? Lo dà a me... ma perché non parla una mazza di inglese o italiano?"

E anche qui, tra un gesto e un cenno, capisco che il pane è per me... Cosa faccio, però, come lo porto?

Non si capisce come ma il compagno di colazione dell'uomo/pane arguisce che mi manca ancora qualche cosa. Va quindi via un attimo e dopo un secondo torna con un sacchetto palesemente riciclato in cui mette dentro il pane.

Io penso: "ma guarda te se mi tocca prendere pane da uno sconosciuto" morale... Isternia è diventato il mio simbolo di Tinos e della Grecia:

  1. perché non è vero che mi aveva innervosita il fatto che i vecchietti vivessero in una bolla spazio/temporale in cui si comunica solo in greco (sono greci ragazzi... dovrebbero parlare greco o italiano come nelle isole impestate dai nostri connazionali????)
  2. perché la generosità greca esiste ancora, quella che se non erro viene definita filotimia e che spinge la gente ad aiutarti, gratuitamente, se può
  3. perché un villaggio, per essere bello, non ha bisogno di negozi e di shopping ma di pace e di panorami

E allora, io, ho deciso che questa è la Grecia che ancora esiste e che ancora mi piace: nonostante il turismo in crescita, la maleducazione dilagante in alcune isole, l'abbandono delle tradizioni in altre la "Grecia vera" ancora c'è... e quest mi fa felice!

Cosa ne pensate?

Antonella 

ed eccola Antonella, fiera del suo pagnottone modello assalto al forno elle grucce descritto dal Manzoni ne I Promessi Sposi:

ecco Isternia e Tinos:

e se le storie vi piacciono leggete ache questo:

Il Caffè in Grecia? molto PIU’ di una BEVANDA!

Credit Immagine (ps non è Tinos ma rappresenta un po' la trazione). NY Times

2 Risposta

  1. Grecia è l'Europa che io sogno . Ho passato 15 giorni a TINOS è stato magnifico nonostante diversi giorni di maltempo col vento a 100 all'ora . E la gente e la mentalità che mi fanno sognare le Cicladi dove trovi il calore che manca in molte parti d'Europa, Si sente ancora la presenza di VENEZIA con tante famiglie greche con cognomi italiani e tante chiese cattoliche .

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